Yahoo! violazione brevetti Facebook

La questione aveva già preso il via sul finire di Febbraio quando Yahoo!, forte del suoportafoglio brevettuale, aveva fatto notare a Zuckerberg e company il fatto cheFacebook avrebbe dovuto chiedere, pagare ed ottenere la licenza per poter utilizzare alcuni dei brevetti della nota società statunitense fornitrice di servizi internet.

I vertici di Yahoo! avevano incitato Zuckerberg ed il suo team a giungere ad un accordo onde evitare di dover portare la questione in tribunale ma, a quanto pare, la vicenda è stata trascinata direttamente dinanzi la legge.

Nel corso delle ultime ore, infatti, Yahoo! ha deciso di denunciare Facebook presso iltribunale di San Francisco tirando in ballo ben 10 brevetti e con l’accusa, appunto, di presunta violazione di proprietà intellettuale da parte del rinomato social network in blu.

Le accuse, però, non riguardano soltanto specifiche funzionalità offerte da Facebook ai suoi utenti ma, sopratutto, l’intero “credo” sul quale quest’ultimo risulta basato, così com’è anche possibile notare visionando i documenti depositati dall’azienda nei quali i legali sottolineano il fatto che il modello di funzionamento del social network di Zuckerberg risulti basato su alcune tecnologie brevettate da Yahoo! in materia di social network portando l’attenzione sul pannello per la gestione della privacy, sull’aggregatore di notizie provenienti dalle attività dei propri amici, sull’organizzazione dell’advertising e molto altro ancora.

Gli avvocati di Yahoo! ritengono inoltre che non siano sufficienti i costi di base da pagare per ottenere la concessione d’utilizzo dei brevetti chiamati in causapuntando piuttosto ad un risarcimento per una cifra pari ad almeno tre volte i danni subiti unitamente all’impedimento all’utilizzo delle tecnologie oggetto dell’attenzione.

Le minacce di Yahoo!, comunque, sono finite nel documento alla SEC facente riferimento a quelli che potrebbero essere i rischi finanziari di Facebook e gli analistihanno inoltre già provveduto ad esaminare attentamente la situazione sottolineando come il fatto che Yahoo! abbia deciso di avviare un’azione legale nei confronti del social network non sia un caso tenendo conto della quotazione in borsa di quest’ultimo e tentando quindi di sfruttare l’arma dell’IPO in modo tale da poter giungere ad un accordo economico in tempi ben più brevi del previsto.

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